Arnold Böcklin, pittore svizzero figlio di un mercante, nato a Basilea il 16 ottobre 1827 e morto a San Domenico di Fiesole (Firenze) il 16 gennaio 1901.Le sue prime opere sono principalmente rappresentazioni di paesaggi, poi grazie anche ai numerosi viaggi in Italia, si avvicinerà alla mitologia classica e al romanticismo.
Spesso i suoi dipinti hanno un richiamo alla morte e a mondi irreali, tra simbologie e allegorie.
La prima di altre cinque versioni, il dipinto (olio su tela) L'Isola dei Morti (titolo dato dal mercante d'arte Franz Gürlitt), è ritenuta l'opera più famosa di Böcklin.
Il dipinto fu commissionato da Marie Berna di Francoforte, quando, visitando lo studio dell'artista, gli chiese «un quadro per sognare».
Il 29 aprile 1880 a opera finita, Böcklin le inviò il dipinto con le seguenti parole: "Sognando Lei potrà inoltrarsi nell'oscuro mondo delle ombre finché le sembrerà di percepire il leggero alito che increspa il mare, e avrà timore di disturbare il solenne silenzio con una parola detta a voce alta".
Una piccola barca procede lentamente verso un'isola sassosa immersa in un'atmosfera cupa e desolata, popolata funestamente solo da alti cipressi.
Sulla barca vi è, oltre al rematore, un'esile figura bianca, che immobile e ritta accanto a una bara, osserva quel luogo spettrale e silenzioso.
E' quasi un elogio alla morte, inteso come il legame, tipico del romanticismo, tra bellezza e disfacimento.
Dal 1920 il primo dipinto è conservato a Basilea al Kunstmuseum.
Suggestivo e misterioso, questo dipinto di Bocklin viene anche considerato un quadro "maledetto", curiosità piuttosto inquietante. Inoltre lo stesso Adolf Hitler, era ossessionato dal quadro, ne possedeva una copia, ora conservata all'Alte Nationalgalerie di Berlino.
Direi che si addice bene ai contenuti "macabri" di questo blog.


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