In una notte senza fine cadaveri danzano fieri
vomitando eresie e putrido sangue
Morte e vita si uniscono funestamente
tutto è nero all'interno di queste calde bare.
Attendo i fiori marci raccolti per la mia tomba da mani scheletriche.
lunedì 20 luglio 2009
venerdì 29 maggio 2009
La carretera de la Muerte
Gli abitanti del luogo affermano che gli spiriti malvagi siano impegnati a far distrarre il conducente per farlo andare fuori strada.Questa strada sterrata, frequentata regolarmente da autobus e camion, si trova tra La Paz e la regione delle Yungas in Bolivia, è a doppio senso di marcia, frane dal lato della montagna e strapiombi a picco dall'altro lato. Dal 1995 è stata segnalata come la strada più pericolosa del mondo dalla Inter American Development Bank (Banco Americano de Desarrollo).
Questo "record" però si ottiene con cifre precise e statistiche.
Dati ufficiali che vengono forniti senza problemi. Da decenni la media annuale degli incidenti ha raggiunto il funesto numero di 209, sono 96 i decessi, un record parziale registrato nel 1983 (il 24 luglio un autobus precipitò in un canyon, più di 100 i morti).
Si viaggia tra precipizi, neve perenne sulle cime più alte, boschi subtropicali, nebbie frequenti, tunnel completamente bui, fango e paesaggi sinistri. In alcuni punti la strada non è più larga di quattro metri, ovviamente i guard rail sono inesistenti.
Più che giustificato, quindi, il nome “la carretera de la Muerte”.
mercoledì 27 maggio 2009
mz 412 (racconto)
PrologoAnkou: nella cultura bretone rappresenta la morte sottoforma di "figura scheletrica".
Viene raffigurato come uno scheletro che tiene in una mano una pala e nell'altra la falce, nel malaugurato caso di avvertire il suo rumore, o peggio ancora, se lo si incontra, significa che la morte è vicina.
Novembre 1975
La porta dell’inferno freddo e nebbioso in cui l’Ankou incontra i suoi morti si aprì all'improvviso per Luka, vi entrò senza più uscirne nel novembre del 1975, in una grigia e maledetta giornata autunnale, aveva 17 anni.
Prese il piccone e lo conficcò nella testa della madre, con la naturalezza di un macellaio che squarta un vitello. La stessa sorte toccò al padre, poi attese silenzioso e fiero, con i corpi dei genitori stesi sul pavimento, il ritorno della sorellina da scuola.
«Lurida piccola sgualdrina»... furono le ultime parole che uscirono dalla bocca di Luka «stanotte giocherai all'inferno»! Gli staccò di netto la testa con un grosso coltello da cucina, osservò per un attimo il corpo inerte e prima di gettare a terra la testa, infilò la sua lingua nella piccola bocca, per la prima volta assaporò il gusto dolciastro del sangue, gli piaceva.
Quella stessa notte seppellì i corpi nel giardino dietro casa, sputò con rabbia sulla terra umida e uscì di casa senza farne più ritorno.
Periferia di Berlino, novembre 1995
La cupa giornata stava per volgere al termine, l'aria era così fredda e densa di smog che bucava i polmoni come mille aghi roventi.
Nel quartiere povero di Kreuzberg, un uomo sui 37 anni, trasandato e vestito di nero, entrò di nascosto in una vecchia casa passando dalla porta nel retro.
Marie, 38 anni compiuti da poco, stava preparando la cena per il marito e la figlia Zoe di 17 anni.
L'uomo arrivando da dietro prese la donna per il collo e con decisione gli conficcò il punteruolo Marples dritto in testa, lasciò cadere a terra la vittima e si mise a sedere osservando soddisfatto la breve agonia.
Colse di sorpresa il marito mentre stava rincasando e lo uccise impietoso conficcandogli un tubo di acciaio in gola.
Zoe arrivò a casa e trovandosi di fronte lo sconosciuto cercò di scappare, non vi riuscì. Si sentì afferrata con forza per i capelli e prima di poter reagire fu sbattuta con la testa contro l'angolo del muro, più volte, fino a spaccargli di netto il cranio e fino a quando dei pezzetti di cervello non rimasero attaccati al muro come carta da parati. Stese il corpo sul tavolo della cucina e tagliando il ventre con un coltello tirò fuori le viscere, infine le stese accuratamente sul pavimento formando una strana croce. Si chinò lentamente su di essa e come un macabro rituale scrisse, intingendo l'indice nel sangue, lettere e numeri attorno ai resti di Zoe.
Più tardi scavò una piccola buca e noncurante della fitta pioggia seppellì velocemente i tre corpi nel terreno dietro alla casa. Tornò all'interno dell'abitazione, diede ancora uno sguardo a quel libro acquistato da poco da Zoe, lo aprì e sottolineando con l'indice la parola ankou in alto a pagina 34, la strappò via con un ghigno che non aveva nulla di naturale.
Era notte fonda e pioveva ancora quando si allontanò, indisturbato, dal quartiere. Nella mano stringeva la pagina del libro.
mz 412
Le dita ossute e sporche di sangue digitarono in fretta nella piccola tastiera del cellulare.
"ora sei pronta per incontrarlo.
mz 412"
Mise il cellulare nella bocca della vittima e con un calcio lo spinse dritto in gola spaccando la mascella. «lo stavi cercando? Lui manda me»! Sussurrò fiero di se stesso.
Si infilò il suo vecchio impermiabile e si allontanò in fretta dal corpo privo di vita della giovane donna. Lasciata, ancora sanguinante, nella penombra dell'androne di un decadente palazzo. Fuori stava iniziando a fare buio.
Decise di entrare in un pub a pochi isolati di distanza. Ordinò una birra e in tutta tranquillità attese il calare della notte per vagare nelle strade più malfamate di Berlino, quelle che conosceva meglio. Alla ricerca di vittime "marchiate" dall'ankou, facili prede. La sua "missione", iniziata all'età di 17 anni, non era ancora giunta al termine. «Lui chiede anime e io eseguo». Nella sua mente continuava a ripetersi questa frase, giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Fissò per un attimo l'orologio appeso alla parete, erano quasi le 21. Decise di uscire. Tenebre e nebbia avevano già avvolto la metropoli come un lercio sudario.
Hilda, una prostituta trentenne, uscì di casa alla solita ora, ignara che quella fredda notte di ottobre la sua vita sarebbe giunta al termine. Si avviò a passo deciso verso la piccola via dietro casa. L'aria era ancora satura di smog, ma in quel momento la mente di Hilda era occupata da altri pensieri, l'affitto da pagare e soprattutto la sua migliore amica che continuava, stranamente, a non rispondere al cellulare. Fece per aprire la borsetta quando una figura sbucò dal nulla davanti a lei. «Chi sie...» non riuscì a finire la frase e ancora meno a fuggire. L'uomo strinse forte le due estremità del filo spinato che teneva nelle mani e avvolse la gola della giovane donna in una morsa letale. Le punte di acciaio si conficcarono immediatamente nella gola, dei rigoli di sangue ancora caldo scesero dal collo fino a bagnare i capezzoli. Strinse ancora, più forte. Il volto di Hilda era un'atroce smorfia di dolore, cercò invano lo sguardo del suo feroce assassino e si portò le mani alla gola, fu il suo ultimo gesto. Lentamente allentò la presa, fino a far cadere a terra il corpo esanime. Si chinò e strappando quei pochi vestiti, iniziò a leccare avidamente i capezzoli sporchi di sangue. «Non occorrono i vermi per fare un cadavere». Con l'indice sporco di sangue gli disegnò un sigillo sulla fronte. Osservò un'ultima volta il filo spinato conficcato attorno alla gola poi si voltò sparendo verso il buio di quella lunga notte.
(prosegue...)
martedì 26 maggio 2009
Ankou
In Francia vive la leggenda di uno "spirito scheletro" chiamato Ankou, il "cocchiere della morte".
Viaggia dopo il crepuscolo, durante le ore notturne, seduto su un vecchio e cigolante carretto, trainato da quattro cavalli neri. Al suo fianco camminano altri due scheletri, pronti a gettare nel carretto le anime di coloro che sono morti.
Infatti l'Ankou viene a raccogliere l'anima di chi è appena morto. La sua testa, o meglio il suo teschio, gira come una trottola sulle spalle ossute, in modo da vedere in tutte le direzioni.
Altre leggende raffigurano l'Ankou su di una barca (la barca dei defunti).
Dicono che è sconsigliabile essere dopo il tramonto nelle vicinanze delle coste marine, in quanto lo si potrebbe incontrare.
Questa figura è molto simile a quella di Caronte.
Una leggenda dell'Ankou
La giornata era ormai giunta al termine in quel piccolo paese della Bretagna, Peter un vecchio artigiano, in ritardo con i lavori fu costretto a mandare moglie e i due figli alla messa da soli.
«Cerca almeno di rincasare prima che la campana suoni il giungere della notte», gli raccomandò più volte la moglie.
Ma Peter fu così preso dal suo lavoro che non si accorse del passare del tempo e soprattutto del suono della campana che annunciava il calare del sole.
Era ancora a battere nell'incudine quando uno sconosciuto con un largo cappello arrivò accanto a lui, gli chiese urgentemente una riparazione alla sua grossa falce e indicò il manico storto.
«Dovete solo mettere un chiodo, non vi porterà via tanto tempo».
Peter eseguì in fretta il lavoro e la falce fu riparata.
«Non avrete nessun denaro da me». Disse lo sconosciuto, vi darò solo un consiglio: «andate in casa, quando vostra moglie tornerà, ditegli di andare in paese a chiamare il prete. Il lavoro che vi ho chiesto di fare e che avete portato a termine è stato l'ultimo della vostra vita».
Così prima dell'alba Peter morì, confortato dalla moglie e dalle preghiere del prete. Aveva incontrato l'Ankou durante le ore notturne.
Viaggia dopo il crepuscolo, durante le ore notturne, seduto su un vecchio e cigolante carretto, trainato da quattro cavalli neri. Al suo fianco camminano altri due scheletri, pronti a gettare nel carretto le anime di coloro che sono morti.
Infatti l'Ankou viene a raccogliere l'anima di chi è appena morto. La sua testa, o meglio il suo teschio, gira come una trottola sulle spalle ossute, in modo da vedere in tutte le direzioni.
Altre leggende raffigurano l'Ankou su di una barca (la barca dei defunti).
Dicono che è sconsigliabile essere dopo il tramonto nelle vicinanze delle coste marine, in quanto lo si potrebbe incontrare.
Questa figura è molto simile a quella di Caronte.
Una leggenda dell'Ankou
La giornata era ormai giunta al termine in quel piccolo paese della Bretagna, Peter un vecchio artigiano, in ritardo con i lavori fu costretto a mandare moglie e i due figli alla messa da soli.
«Cerca almeno di rincasare prima che la campana suoni il giungere della notte», gli raccomandò più volte la moglie.
Ma Peter fu così preso dal suo lavoro che non si accorse del passare del tempo e soprattutto del suono della campana che annunciava il calare del sole.
Era ancora a battere nell'incudine quando uno sconosciuto con un largo cappello arrivò accanto a lui, gli chiese urgentemente una riparazione alla sua grossa falce e indicò il manico storto.
«Dovete solo mettere un chiodo, non vi porterà via tanto tempo».
Peter eseguì in fretta il lavoro e la falce fu riparata.
«Non avrete nessun denaro da me». Disse lo sconosciuto, vi darò solo un consiglio: «andate in casa, quando vostra moglie tornerà, ditegli di andare in paese a chiamare il prete. Il lavoro che vi ho chiesto di fare e che avete portato a termine è stato l'ultimo della vostra vita».
Così prima dell'alba Peter morì, confortato dalla moglie e dalle preghiere del prete. Aveva incontrato l'Ankou durante le ore notturne.
lunedì 25 maggio 2009
L'attimo fuggente (poesia)
Sangue del mio sangue
che scorre lento nel vostro corpo
in una notte troppo calda ed umida
per essere come le altre.
Una notte che sfuma in un sonno lugubre...
pesante... calmo... rilassante...
tra lamenti e sguardi complici.
Aggrappato ai vostri occhi
per un attimo osservo
la goccia di sangue che cade
dalle vostre labbra
come un rubino.
Le vostre labbra
che tingono questa nebbia
e la pelle diventa come luna.
Guardami!
Non bastano questi squarci di tempo,
un tempo che sarà eterno,
senza fine...a farti capire cosa,
come,
mi hai fatto ?
Turbini di nere visioni mi danzano attorno.
Mi opprimono,
mentre vi guardo indifeso,
capelli d’ ebano,
pelle di luna,
occhi di brace,
bocca di sangue,
penetrano come ghiaccio nel mio cuore,
come unghie che straziano le mie carni,
in un grandioso urlo d’ amore
che mi divora dall’ interno,
sensazioni strane
mai provate prima d’ora
amore...
Figlia della nere tenebre,
bacia le mie ferite,
portami con te
in questa accecante forza
giunta dalle Tenebre.
(poesia scritta nel 2001)
che scorre lento nel vostro corpo
in una notte troppo calda ed umida
per essere come le altre.
Una notte che sfuma in un sonno lugubre...
pesante... calmo... rilassante...
tra lamenti e sguardi complici.
Aggrappato ai vostri occhi
per un attimo osservo
la goccia di sangue che cade
dalle vostre labbra
come un rubino.
Le vostre labbra
che tingono questa nebbia
e la pelle diventa come luna.
Guardami!
Non bastano questi squarci di tempo,
un tempo che sarà eterno,
senza fine...a farti capire cosa,
come,
mi hai fatto ?
Turbini di nere visioni mi danzano attorno.
Mi opprimono,
mentre vi guardo indifeso,
capelli d’ ebano,
pelle di luna,
occhi di brace,
bocca di sangue,
penetrano come ghiaccio nel mio cuore,
come unghie che straziano le mie carni,
in un grandioso urlo d’ amore
che mi divora dall’ interno,
sensazioni strane
mai provate prima d’ora
amore...
Figlia della nere tenebre,
bacia le mie ferite,
portami con te
in questa accecante forza
giunta dalle Tenebre.
(poesia scritta nel 2001)
domenica 24 maggio 2009
Psicopompo (Divinità della morte)
(Articolo interamente tratto da Wikipedia)
Nella mitologia e in religione, lo psicopompo è una figura (in genere una divinità) che svolge la funzione di accompagnare le anime dei morti nell'oltretomba. La parola "psicopompo" deriva dal greco ψυχοπομπóς, da psyche (anima) e pompós (colui che conduce).
La figura dello psicopompo è una figura centrale di molte mitologie e religioni antiche, e trova anche corrispondenze nelle religioni monoteistiche (talvolta per integrazione di miti antecedenti; si pensi per esempio al Caronte dantesco). Sovente è in coppia con un'altra divinità maggiore creatrice del mondo nella misura in cui lo psicopompo è un'entità neutrale, un messaggero dell'aldilà, una sorta di demiurgo tra il mondo sensibile ed il mondo sovrasensibile. Lo psicopompo non è quindi una divinità in senso proprio, poiché non giudica gli uomini ma si limita a traghettarli nel mondo ultraterreno.
Data l'importanza della riformulazione della morte come passaggio (trasformazione) nelle religioni e nelle mitologie, non stupisce che lo psicopompo sia in genere una figura di rilievo (nelle religioni politeistiche si tratta quasi sempre di una figura importante del relativo pantheon).
Divinità e demoni che hanno ricoperto questo ruolo
Mitologia azteca
Xolotl
Mictlantecuhtli
Mitologia africana
Abassi
Ala
Azrail
Chuku
Mitologia babilonese
Ereshkigal
Nergal
Mitologia buddista e hindu
Agni
Pushan
Yama
Mitologia cahuilla
Muut
Mitologia cananea
Mot
Mitologia celtica
Morrigan
Belatu-Cadros (soprattutto nel Galles)
Epona
Lúg
Ogmios
Ankou
Mitologia cristiana
Arcangelo Michele
San Pietro
Mitologia egiziana
Anubi
Osiride
Iside
Neith
Nefti
Orus
Seth
Thot
Mitologia etrusca
Charun
Turms
Vanth
Mitologia finlandese
Tuoni
Mitologia giapponese
Enma Shinigami
Mitologia greca
Hades
Persefone
Artemide
Atropo
Caronte
Ecate
Ermes
Thanatos
Cerere
Mitologia igbo
Ogbunabali
Mitologia inglese
Waetla
Mitologia induista
Calì
Mitologia Inuit
Anguta
Pinga
Mitologia islamica
Azrael
Nakir e Munkar
Mitologia maori
Hine-nui-te-pō
Mitologia maya
Ixtab
Ah Puch
Mitologia norrena
Baldr
Odino
Freyja
Mitologia persiana
Mitra
Mitologia polinesiana
Aumakua
Mitologia romana
Plutone
Mercurio
Proserpina
Dis Pater
Mitologia slava
Volos
Vodun
Guédé
Mitologia sumera
Kur
Mitologia vudù
Guédé
Zoroastrismo
Vohu Mano
(fonte articolo: wikipedia.it)
Nella mitologia e in religione, lo psicopompo è una figura (in genere una divinità) che svolge la funzione di accompagnare le anime dei morti nell'oltretomba. La parola "psicopompo" deriva dal greco ψυχοπομπóς, da psyche (anima) e pompós (colui che conduce).
La figura dello psicopompo è una figura centrale di molte mitologie e religioni antiche, e trova anche corrispondenze nelle religioni monoteistiche (talvolta per integrazione di miti antecedenti; si pensi per esempio al Caronte dantesco). Sovente è in coppia con un'altra divinità maggiore creatrice del mondo nella misura in cui lo psicopompo è un'entità neutrale, un messaggero dell'aldilà, una sorta di demiurgo tra il mondo sensibile ed il mondo sovrasensibile. Lo psicopompo non è quindi una divinità in senso proprio, poiché non giudica gli uomini ma si limita a traghettarli nel mondo ultraterreno.
Data l'importanza della riformulazione della morte come passaggio (trasformazione) nelle religioni e nelle mitologie, non stupisce che lo psicopompo sia in genere una figura di rilievo (nelle religioni politeistiche si tratta quasi sempre di una figura importante del relativo pantheon).
Divinità e demoni che hanno ricoperto questo ruolo
Mitologia azteca
Xolotl
Mictlantecuhtli
Mitologia africana
Abassi
Ala
Azrail
Chuku
Mitologia babilonese
Ereshkigal
Nergal
Mitologia buddista e hindu
Agni
Pushan
Yama
Mitologia cahuilla
Muut
Mitologia cananea
Mot
Mitologia celtica
Morrigan
Belatu-Cadros (soprattutto nel Galles)
Epona
Lúg
Ogmios
Ankou
Mitologia cristiana
Arcangelo Michele
San Pietro
Mitologia egiziana
Anubi
Osiride
Iside
Neith
Nefti
Orus
Seth
Thot
Mitologia etrusca
Charun
Turms
Vanth
Mitologia finlandese
Tuoni
Mitologia giapponese
Enma Shinigami
Mitologia greca
Hades
Persefone
Artemide
Atropo
Caronte
Ecate
Ermes
Thanatos
Cerere
Mitologia igbo
Ogbunabali
Mitologia inglese
Waetla
Mitologia induista
Calì
Mitologia Inuit
Anguta
Pinga
Mitologia islamica
Azrael
Nakir e Munkar
Mitologia maori
Hine-nui-te-pō
Mitologia maya
Ixtab
Ah Puch
Mitologia norrena
Baldr
Odino
Freyja
Mitologia persiana
Mitra
Mitologia polinesiana
Aumakua
Mitologia romana
Plutone
Mercurio
Proserpina
Dis Pater
Mitologia slava
Volos
Vodun
Guédé
Mitologia sumera
Kur
Mitologia vudù
Guédé
Zoroastrismo
Vohu Mano
(fonte articolo: wikipedia.it)
| Giudizio: |
sabato 23 maggio 2009
August Underground's Mordum
MORDUM è il proseguo logico di un horror underground finora inedito (Underground August). Girato a Pittsburgh in digitale, il film narra le vicende di 3 serial killer malati di mente che filmano le loro nefandezze (torture ed omicidi). La pellicola si avvale di effetti speciali realistici e delle belle interpretazioni di Michael T. Schneider, Fred Vogel e del nuovo arrivato Christie Whiles. I filmmaker della Toe creano un plot lineare disgregato da un mondo "marcio" e caotico dove i tre pazzi mettono in scena la loro follia! Ma non è tutto... quando sta per esplodere il Climax entra in scena il quarto serial killer interpretato da Killjoy della band Necrophagia. Realismo estremo, orrore, raccapriccio, un film che può diventare senza problemi "infamous" tanto quanto lo può essere la serie Guinea Pig in Giappone.Mordum è una pellicola brutale che soprenderà anche il più navigato fan del cinema estremo horror.
(fonte: Ultra Violent Magazine)
Anno: 2003
Regista: Fred Vogel
Le mie opinioni:
Credo sia difficile per me esprimere un parere che non sia di parte, perchè questa pellicola contiene tutti gli ingredienti che mi piacciono: sangue, torture, evirazioni, necrofilia... catalogatelo come volete, anche spazzatura! Però a me questo genere così "malato", estremo, girato malamente e "confusionario" quasi come fosse un vero snuff, mi piace e non poco.
Andando un pochino ot, direi che August Underground Mordum è il connubio perfetto con un certo tipo di death metal, sono convinto che un gruppo come i Nuclear Death sarebbero stati entusiasti di inserire la loro musica malata e perversa in questa pellicola. Il loro disco, per i "profani", è qualcosa di inascoltabile, però per chi, come me, era "dentro" queste sonorità, era un capolavoro musicale da quanto ti spaccava i timpani! Ecco, credo che questo paragone ci sta tutto. Questo film, come il disco dei ND, divide senza via di mezzo, o piace da impazzire o si scarta senza pensarci su due volte!
Non penso sia necessario mettere un voto, vi dico solo che mi è piaciuto al punto tale da finire immediatamente nella lista dei miei film preferiti, in mezzo a Nekromantik e Lucker.
(Thrauma Forum)
Premesso che, a parte qualche fans di cinema estremo, questo film non lo consiglierei a nessuno. A me, nonostante le comprensibili critiche lette a riguardo, è piaciuto parecchio.
E' una pellicola così "malata", estrema e anche confusionaria da diventare immediatamente un cult insieme a pochi altri titoli, tipo Lucker o Nekromantik..
Che dire? Datemi altri 1000 film come questo e sono soddisfatto per il resto della vita.
Ovviamente ho già ordinato nel mio negozio di fiducia il seguito: Mordum Penance
(DVD & Blu Ray Forum)
Se siete tra quelli che stanno cercando una pellicola che si avvicini il più possibile ad un filmato snuff, questo August Underground Mordum fa per voi!
Questo film è un putrido altare dedicato alla violenza, al sangue e a ogni tipo di nefandezza che solo il genere umano è capace di compiere.
Sin dalle primissime sequenze non lascia molte vie di fuga, o piace a priori, nonostante le riprese (secondo me) volutamente amatoriali, o ci si allontana immediatamente.
Assolutamente sconsigliato a chi cerca il classico horror-pop corn giusto per passare quell'oretta abbondante di sano "divertimento" in compagnia di amici. Ma se, come me, amate registi tipo Vandewoestijne, Buttgereit, Schnaas... allora procuratevi subito questo immenso e morboso delirio di Fred Vogel, non vi deluderà!
(Cinema World Forum)
Link per acquistare il dvd: http://www.thrauma.it/dettaglio.php?dettaglio=dvd&id=3319
venerdì 22 maggio 2009
Il maniaco (racconto)
Linda, una bambina di 8 anni, era abituata ad addormentarsi nel letto con il suo cagnolino accanto a sè, che gli leccava la mano.
Una sera accadde che i genitori dovettero uscire di fretta per un impegno improvviso e non riuscirono a trovare una baby-sitter che badasse alla bambina.
Questa rassicurò i genitori, dicendo che sarebbe andata a letto subito e che non si sarebbe sentita sola grazie al suo piccolo e fedele amico.
I genitori uscirono rassicurati dalle parole della bambina, sarebbero rincasati la mattina successiva prima che si risvegliasse.
Rimasta sola la piccola Linda, vista l'ora, decise di mettersi un po' a giocare con il computer dimenticato acceso dal padre. Fu così che per una strana coincidenza si ritrovò a scrivere, credendo fosse un suo coetaneo, con uno sconosciuto nella piccola finestra della chat di un sito.
Quando arrivò l'ora di mettersi a dormire salutò il simpatico amichetto, prese in braccio il cagnolino e si mise sotto le coperte con la mano rivolta verso il cane, addormentandosi dopo poco.
Nel cuore della notte si svegliò di colpo per uno strano rumore, un po' impaurita, allungò la mano verso il cane e si tranquilizzò subito sentendosi leccare.
Giunta quasi l'alba si svegliò per andare in bagno, non sapendo che avrebbe trovato una macabra sorpresa. Aprì la porta e sul pavimento sporco di sangue trovò il suo cane decapitato e sul muro, la scritta terrificante fatta con il sangue:
"gli uomini sanno leccare meglio dei cani, le bambine hanno un sapore così buono".
(racconto scritto il: 22 maggio 2009)
Nota: per scrivere questo racconto mi sono ispirato a una leggenda che circola da anni negli Stati Uniti.
Una sera accadde che i genitori dovettero uscire di fretta per un impegno improvviso e non riuscirono a trovare una baby-sitter che badasse alla bambina.
Questa rassicurò i genitori, dicendo che sarebbe andata a letto subito e che non si sarebbe sentita sola grazie al suo piccolo e fedele amico.
I genitori uscirono rassicurati dalle parole della bambina, sarebbero rincasati la mattina successiva prima che si risvegliasse.
Rimasta sola la piccola Linda, vista l'ora, decise di mettersi un po' a giocare con il computer dimenticato acceso dal padre. Fu così che per una strana coincidenza si ritrovò a scrivere, credendo fosse un suo coetaneo, con uno sconosciuto nella piccola finestra della chat di un sito.
Quando arrivò l'ora di mettersi a dormire salutò il simpatico amichetto, prese in braccio il cagnolino e si mise sotto le coperte con la mano rivolta verso il cane, addormentandosi dopo poco.
Nel cuore della notte si svegliò di colpo per uno strano rumore, un po' impaurita, allungò la mano verso il cane e si tranquilizzò subito sentendosi leccare.
Giunta quasi l'alba si svegliò per andare in bagno, non sapendo che avrebbe trovato una macabra sorpresa. Aprì la porta e sul pavimento sporco di sangue trovò il suo cane decapitato e sul muro, la scritta terrificante fatta con il sangue:
"gli uomini sanno leccare meglio dei cani, le bambine hanno un sapore così buono".
(racconto scritto il: 22 maggio 2009)
Nota: per scrivere questo racconto mi sono ispirato a una leggenda che circola da anni negli Stati Uniti.
giovedì 21 maggio 2009
La Morte (poesia)
Sopra di me vi è una donna, misteriosa,
senza volto, vestita di nero
la osservo indifeso che scava una fossa,
la mia.
Poi arriva improvvisa la notte
a dipingere di tenebra questo paesaggio
mentre la pioggia inizia a bagnare il mio volto
e la terra ricopre il mio corpo,
in questo squarcio di tempo che sarà eterno.
La Morte.
(scritta il: 21 maggio 2009)
senza volto, vestita di nero
la osservo indifeso che scava una fossa,
la mia.
Poi arriva improvvisa la notte
a dipingere di tenebra questo paesaggio
mentre la pioggia inizia a bagnare il mio volto
e la terra ricopre il mio corpo,
in questo squarcio di tempo che sarà eterno.
La Morte.
(scritta il: 21 maggio 2009)
mercoledì 20 maggio 2009
L'Eretico (poesia)
Te ne stai lì
sibilando preghiere
vomitando eresie
Re della bestemmia e del putridume
appeso ad un vecchio legno tarlato
ciondolante,
sanguinante
orgoglioso,
bavoso.
Folle predicatore o
blasfemo menestrello?
Bugiardo visionario,
abile mago.
Turbinio di accuse
tradimento
condanna.
Fu la fine dello spettacolo
Eretico burattino senza fili,
decapitato.
Ma il terzo giorno ricomparve
come per magia.
(scritta il: 20 maggio 2009)
sibilando preghiere
vomitando eresie
Re della bestemmia e del putridume
appeso ad un vecchio legno tarlato
ciondolante,
sanguinante
orgoglioso,
bavoso.
Folle predicatore o
blasfemo menestrello?
Bugiardo visionario,
abile mago.
Turbinio di accuse
tradimento
condanna.
Fu la fine dello spettacolo
Eretico burattino senza fili,
decapitato.
Ma il terzo giorno ricomparve
come per magia.
(scritta il: 20 maggio 2009)
Follia (poesia)
Freddi, invisibili
sepolcri di marmo
eretti come un tetro monumento
nella mente
nero incesto di tenebra,
nessuna luce.
Canta note funebri
ad ogni respiro,
sospiro della Morte.
(scritta il: gennaio 2008)
sepolcri di marmo
eretti come un tetro monumento
nella mente
nero incesto di tenebra,
nessuna luce.
Canta note funebri
ad ogni respiro,
sospiro della Morte.
(scritta il: gennaio 2008)
L'Isola dei Morti (Arnold Böcklin)
Arnold Böcklin, pittore svizzero figlio di un mercante, nato a Basilea il 16 ottobre 1827 e morto a San Domenico di Fiesole (Firenze) il 16 gennaio 1901.Le sue prime opere sono principalmente rappresentazioni di paesaggi, poi grazie anche ai numerosi viaggi in Italia, si avvicinerà alla mitologia classica e al romanticismo.
Spesso i suoi dipinti hanno un richiamo alla morte e a mondi irreali, tra simbologie e allegorie.
La prima di altre cinque versioni, il dipinto (olio su tela) L'Isola dei Morti (titolo dato dal mercante d'arte Franz Gürlitt), è ritenuta l'opera più famosa di Böcklin.
Il dipinto fu commissionato da Marie Berna di Francoforte, quando, visitando lo studio dell'artista, gli chiese «un quadro per sognare».
Il 29 aprile 1880 a opera finita, Böcklin le inviò il dipinto con le seguenti parole: "Sognando Lei potrà inoltrarsi nell'oscuro mondo delle ombre finché le sembrerà di percepire il leggero alito che increspa il mare, e avrà timore di disturbare il solenne silenzio con una parola detta a voce alta".
Una piccola barca procede lentamente verso un'isola sassosa immersa in un'atmosfera cupa e desolata, popolata funestamente solo da alti cipressi.
Sulla barca vi è, oltre al rematore, un'esile figura bianca, che immobile e ritta accanto a una bara, osserva quel luogo spettrale e silenzioso.
E' quasi un elogio alla morte, inteso come il legame, tipico del romanticismo, tra bellezza e disfacimento.
Dal 1920 il primo dipinto è conservato a Basilea al Kunstmuseum.
Suggestivo e misterioso, questo dipinto di Bocklin viene anche considerato un quadro "maledetto", curiosità piuttosto inquietante. Inoltre lo stesso Adolf Hitler, era ossessionato dal quadro, ne possedeva una copia, ora conservata all'Alte Nationalgalerie di Berlino.
Direi che si addice bene ai contenuti "macabri" di questo blog.
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Arnold Böcklin,
L'Isola dei Morti
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martedì 19 maggio 2009
Sangue (poesia)
Lacrime di vetro
solcano il volto tenebra
lasciando calde linee
rosso porpora
indelebili nel tempo
dal Nero sapore
di morte, dolore.
Odio.
Sangue.
(poesia scritta il 25 febbraio 2008)
solcano il volto tenebra
lasciando calde linee
rosso porpora
indelebili nel tempo
dal Nero sapore
di morte, dolore.
Odio.
Sangue.
(poesia scritta il 25 febbraio 2008)
lunedì 18 maggio 2009
1349 (poesia)
Danzano frenetiche
nelle buie nebbie infette
sulle porte del vento
come Streghe al Sabba;
ossa sacrileghe
e pelli bluastre
un'orgia scomposta
su altari scarnificati
umida terra
fredda lapide
in decomposizione.
Bruciano gli antichi
sacri testi
come sudari infuocati e spettrali.
Solo funebri rintocchi di campana
stuprano il silenzio.
Come abili dita ossute
tessono drappi mortuari.
Sotto croci scheletriche
legni mortiferi intrisi di vermi
che col loro respiro silenzioso,
funebre sigillo della Putrefazione,
scrivono Neri incesti
cantano la Morte.
(poesia scritta il 31 marzo 2008)
nelle buie nebbie infette
sulle porte del vento
come Streghe al Sabba;
ossa sacrileghe
e pelli bluastre
un'orgia scomposta
su altari scarnificati
umida terra
fredda lapide
in decomposizione.
Bruciano gli antichi
sacri testi
come sudari infuocati e spettrali.
Solo funebri rintocchi di campana
stuprano il silenzio.
Come abili dita ossute
tessono drappi mortuari.
Sotto croci scheletriche
legni mortiferi intrisi di vermi
che col loro respiro silenzioso,
funebre sigillo della Putrefazione,
scrivono Neri incesti
cantano la Morte.
(poesia scritta il 31 marzo 2008)
domenica 17 maggio 2009
Sex and Violence - Percorsi nel cinema estremo
Sex and Violence è uno sguardo sul lato oscuro del cinema, dagli albori fino ai nostri giorni: su film che affrontano temi proibiti come sesso e violenza, infrangendo tabù e facendo scalpore, e su generi come il cannibalico, lo splatter, il nazi-erotico e il women in prison. Registi come H. G. Lewis, Jess Franco, Lucio Fulci, Alberto Cavallone, Miike Takashi, Jörg Buttgereit hanno firmato provocatori film d'autore e misconosciuti prodotti exploitation, pellicole sgradevoli, talvolta insostenibili, ma che non è possibile ignorare, in una società che vive e pensa con le immagini.Autori: Roberto Curti, Tommaso La Selva
Casa editrice: Lindau
Pagine: 512
In vendita su Thrauma: http://www.thrauma.it/dettaglio.php?dettaglio=libri&id=118
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